CHE COS'È LA SCINTIGRAFIA
La scintigrafia è un esame che consente di ottenere informazioni sul funzionamento di alcuni organi, per esempio cuore, polmone, tiroide, circolazione sanguigna, oppure di individuare la presenza di cellule tumorali in tessuti e organi distanti dal luogo in cui si è sviluppato il tumore (metastasi). La sua esecuzione richiede l’iniezione di una sostanza radioattiva. L’indagine fornisce informazioni importanti per accertare (diagnosticare) e per valutare l’evoluzione nel tempo di molte malattie.
TUTTI I NOSTRI TRATTAMENTI

SCINTIGRAFIA CEREBRALE DATSCAN

SCINTIGRAFIA DELLE GHIANDOLE SALIVARI

SCINTIGRAFIA LINFONODALE

SCINTIGRAFIA MIOCARDICA

SCINTIGRAFIA OSSEA

SCINTIGRAFIA PARATIROIDEA

SCINTIGRAFIA RENALE

SCINTIGRAFIA TIROIDEA
LA NOSTRA GAMMA CAMERA
Millennium MG è un sistema di medicina nucleare a doppia testata, progettato per un utilizzo versatile. Questa apparecchiatura diagnostica permette di rilevare le radiazioni gamma emesse dal corpo del paziente a seguito della somministrazione del radiofarmaco con un ottimo potere di risoluzione.
SPECIFICHE SCINTIGRAFIA
Per garantire la precisione e la correttezza dei risultati, alcuni esami richiedono una preparazione specifica. Di seguito sono riportate le indicazioni per le analisi principali. Per qualsiasi altro chiarimento o informazione, è possibile contattare telefonicamente o via email la sede del laboratorio desiderata negli orari di apertura.
SCINTIGRAFIA CEREBRALE DATSCAN
La Tomografia da Emissione a Fotone Singolo (SPECT) con DaTSCAN
Il trasportatore della dopamina (DAT) e un riconosciuto indicatore dell’integrità del sistema dopaminergico pre-sinaptico. Il FP-CIT [123I]-N-?-fluoropropil- 2?-carbometossi-3?-(4-iodofenil) nortropano, commercialmente noto come DaTSCAN TM, si lega al DAT e consente quindi di eseguire uno studio scintigrafico dei nuclei della base dell’encefalo (caudato e putamen) che insieme compongono il corpo striato. Queste strutture telencefaliche svolgono un ruolo importante nel sistema dopaminergico con significato globale di facilitazione del movimento. La degenerazione di questa via neuronale porta alla malattia di Parkinson, che è la forma morbosa neurodegenerativa più diffusa dopo la malattia di Alzheimer ed è caratterizzata da disturbi motori quali lentezza nei movimenti, rigidità, tremori. La diagnosi di questa malattia è, il più delle volte, fatta su base clinica, in presenza di segni e sintomi cardinali. Al contrario essa può essere dubbia nelle forme iniziali o con sintomatologia clinica modesta o atipica. In questi casi (circa il 10-20%) la tomografia da emissione a fotone singolo (SPECT) con DaTSCAN può fornire un notevole contributo alla diagnosi precoce.
Indicazioni
• Diagnosi differenziale tra Parkinsonismi primitivi e Parkinsonismi secondari (vascolari, da farmaci, da idrocefalo ecc.) o Tremore essenziale
• Diagnosi differenziale tra Malattia di Alzheimer e Demenza a corpi di Lewy
Preparazione del Paziente: É necessaria la sospensione di farmaci che possano influenzare l’analisi visiva e semi-quantitativa dello studio scintigrafico: Cocaina, anfetamine, fentermina, efedrina, modafinil, antidepressivi, agonisti adrenergici, anticolinergici, oppioidi, anestetici. La durata della sospensione varia da un farmaco all’altro e viene concordata tra il medico che ha prescritto l’esame e il medico nucleare che lo esegue. I farmaci abitualmente assunti per il trattamento della malattia di Parkinson, invece, non interferiscono significativamente con il legame del radio-farmaco impiegato con il DAT e pertanto non è necessaria la loro sospensione. E’ consigliabile il blocco della funzione tiroidea mediante l’assunzione per bocca di 15 gocce di soluzione di Lugol Forte (al 5%), o di 400 mg di perclorato di potassio, prima di eseguire l’esame.
Esecuzione dell’Esame: Le acquisizioni scintigrafiche vengono eseguite da 3 a 6 ore dopo la somministrazione per via venosa del radio-farmaco. La durata dell’esame scintigrafico è di circa trenta minuti. Successivamente sarà necessaria una ulteriore breve attesa (30-60 minuti) per l’elaborazione dei dati e la stesura del referto.
SCINTIGRAFIA DELLE GHIANDOLE SALIVARI
Cosa è la scintigrafia delle ghiandole salivari?
Il tracciante Tc-99m pertecnetato, somministrato per via endovenosa, viene captato e accumulato nelle ghiandole salivari maggiori, parotidi e sottomandibolari. Attraverso l’analisi della distribuzione nel tempo del tracciante è possibile stimare la funzione di queste ghiandole. Per una migliore indagine si può associare il test di stimolo acido, che consiste nel far bere al paziente una piccola quantità di succo di limone o di altra sostanza acidula per favorire la salivazione.
A che serve?
Nello specifico l’esame si esegue in caso di:
• scialoadeniti croniche: sarcoidosi, Sindrome di Sjogren e connettività autoimmuni sono le forme più frequentemente valutate dal medico di Medicina nucleare. In casi di scialoadeniti croniche si osserva una progressiva riduzione della captazione del tracciante iniettato proporzionalmente al grado di compromissione funzionale;
• scialoadeniti acute. Si ha un aumento della captazione del tracciante legata alla situazione iperemico-infiammatoria di questi processi patologici;
• calcolosi. Le variazioni di tracciante a livello salivare in seguito al test di stimolo acido consentono di valutare l’entità dell’ostruzione;
• Neoplasie. Si manifestano come zone all’interno delle ghiandole in cui il tracciante viene captato in modo ridotto o non viene captato
Preparazione ed effetti collaterali
• Il paziente non ha bisogno di alcuna preparazione.
• L’esame richiede circa 40 minuti.
• Non sono noti effetti collaterali.
CINTIGRAFIA LINFONODALE
Cosa è la scintigrafia linfodonale?
La Scintigrafia Linfonodale è un esame che permette di studiare le vie di drenaggio linfatico di un organo. L’esame è indolore, praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
A che serve?
Nello specifico l’esame si esegue in caso di:
• La localizzazione del linfonodo “sentinella” vale a dire la prima stazione linfonodale interessata da un eventuale processo metastatico (tumore della mammella, melanoma, ecc.);
• Le informazioni che si potranno ottenere da questo esame saranno di aiuto al Medico chirurgo per identificare ed asportare il linfonodo sentinella in sala chirurgica;
• Identificare la sede di interruzione delle vie linfatiche superficiali e profonde che sono causa di edema degli artio;
• Le informazioni che si potranno ottenere da questo esame saranno di aiuto per giungere alla formulazione di una diagnosi accurata ed eventualmente per indirizzarLa ad un intervento terapeutico il più possibile appropriato;
Cosa si deve fare prima dell’esame?
L’esame non richiede alcuna preparazione o sospensione di farmaci.
Il giorno dell’esame sosterrà un colloquio preliminare con il Medico Nucleare, durante il quale dovrà mostrare tutta la documentazione clinica relativa alla patologia di cui è affetto (esami diagnostici, terapie in corso, interventi chirurgici eseguiti, …).
Qual è la modalità di esecuzione dell’esame?
La Linfoscintigrafia si suddivide in più fasi consecutive: somministrazione di un radiofarmaco, attesa, acquisizione delle immagini e interpretazione del risultato.
Il Medico Nucleare, a termine del colloquio, Le somministrerà una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non Le darà alcun disturbo né Le causerà fenomeni allergici. Le radiazioni emesse dal radiofarmaco, sono rilevate dalla gamma camera e trasformate in immagini. Nello specifico il radiofarmaco impiegato per la Linfoscintigrafia è il 99mTc- Nanocolloidi.
Ricerca del linfonodo sentinella:
Il radiofarmaco Le verrà somministrato tramite una o più iniezioni sottocute, a seconda del tipo di tumore, nella sede della neoplasia o in prossimità della cicatrice chirurgica. L’iniezione Le verrà praticata rimanendo sdraiata su un lettino.
Dopo la somministrazione del radiofarmaco, verrà fatta accomodare, per circa 5-15 minuti nella sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare. Durante il periodo di attesa, La invitiamo a non allontanarsi dal Servizio senza avvertire il Personale e previo consenso da parte dello stesso.
Successivamente verrà prelevata dal Personale del Servizio di Medicina Nucleare e fatta distendere su di un lettino, in posizione supina, sotto la gamma camera un’apparecchiatura aperta molto simile alla Tomografia Computerizzaza, dotata di due testate, una delle quali sarà posizionata vicino al suo corpo senza che ci sia contatto con esso.
La durata dell’esame è di circa 15 minuti durante i quali è estremamente importante che Lei resti il più possibile immobile.
Il linfonodo, una volta identificato, verrà segnalato esteriormente con un segno sulla superficie cutanea corrispondente, mediante penna dermografica, che non dovrà essere cancellato.
Ricerca della causa di Linfedema degli arti superiori ed inferiori:
Il radiofarmaco Le verrà somministrato tramite due iniezioni nelle prima piega interdigitale di entrambe le mani o piedi, a seconda della localizzazione dell’edema, in posizione supina sdraiata su di un lettino posto direttamente sotto la gamma camera. Subito dopo verranno eseguite delle acquisizioni su tutto il corpo a partire dalla sede di inoculo del radiofarmaco.
La durata complessiva dell’acquisizione è di circa 60 minuti durante i quali dovrà cercare di rimanere il più possibile immobile..
Cosa è la scintigrafia linfodonale? La Scintigrafia Linfonodale è un esame che permette di studiare le vie di drenaggio linfatico di un organo. L’esame è indolore, praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
Cosa si deve fare a termine dell’esame? Potrà riprendere le normali occupazioni. Per eliminare rapidamente il radiofarmaco nelle 24 ore successive dell’esame, dovrà evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche.
Quali sono le controindicazioni all’effettuazione dell’esame? L’esame non può essere eseguito nel caso in cui Lei sia in gravidanza e/o stia allattando.
Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame? Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle scelte terapeutiche successive da intraprendere.
SCINTIGRAFIA MIOCARDICA
Cosa è la scintigrafia miocardica?
É un esame innocuo, molto sensibile ed accurato che permette di evidenziare e quantificare le regioni del cuore che presentano un ridotto apporto di sangue quando sono sottoposte ad uno sforzo (ischemia) o quelle regioni di cuore che siano già andate incontro ad un episodio ischemico severo e prolungato (infarto miocardico). L’esame consente, inoltre, di fornire informazioni sulle dimensioni e la funzionalità del cuore.
A che serve?
Nello specifico l’esame si esegue in caso di:
• Valutare presenza, sede, estensione e severità di malattia coronarica (ischemia inducibile) o di infarto del miocardio;
• Valutare il significato clinico di una lesione coronarica rilevata alla coronarografia;
• Monitorare l’efficacia della terapia medica, dell’angioplastica e del by-pass aorto-coronarico;
• Valutare il rischio operatorio per interventi di chirurgia maggiore (artroprotesi);
• Dare informazioni prognostiche in termini di probabilità di comparsa di eventi cardiaci maggiori futuri (infarto del miocardio).
Come si effettua una scintigrafia? L’indagine scintigrafica si articola in diverse fasi:
Tomoscintigrafia miocardica di perfusione dopo stimolo: Dopo il colloquio preliminare con il Medico Nucleare, il paziente verrà sottoposto ad un normale Test Ergometrico su cicloergometro in presenza di un Medico Cardiologo, o qualora fosse controindicato, ad un Test Farmacologico che fornirà le stesse informazioni cliniche. All’apice dello sforzo fisico o farmacologico verrà somministrata per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun disturbo né causerà fenomeni allergici. Prima di eseguire l’esame Tomoscintigrafico dovrà attendere circa 30/60 minuti presso la sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare. Trascorso il periodo di attesa, il Paziente verrà accompagnato nella stanza per l’esecuzione della Tomoscintigrafia miocardica di perfusione, il Personale tecnico provvederà a posizionarLa supina su un lettino sotto la gamma camera – un’apparecchiatura molto simile alla Tomografia Computerizzata (TC) più aperta, composta da due teste che ruotano attorno al torace senza alcun contatto con esso – iniziando l’esame. La durata dell’acquisizione delle immagini è di circa 20 minuti, durante i quali dovrà rimanere immobile.
Tomoscintigrafia miocardica di perfusione a riposo:a dopo circa due ore: Le verrà nuovamente somministrato il radiofarmaco, questa volta in condizioni di riposo e ripetuto l’esame sotto gamma camera.
L’ esame dura in tutto circa 5 ore.
Cosa si deve fare a termine dell’esame?
Il paziente potrà riprendere le normali occupazioni e la terapia, eventualmente interrotta. Dovrà evitare il contatto per 24 ore con bambini piccoli e donne in stato di gravidanza.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche. In alcuni casi, durante l’esecuzione del test da sforzo si può riprodurre la sintomatologia anginosa presentata abitualmente dal paziente (e spesso motivo della esecuzione della scintigrafia miocardica).
La scintigrafia Non è pericolosa; la quantità di radioattività iniettata è molto piccola e la dose al paziente è paragonabile a quella dei più comuni esami radiologici.
La non invasività e la bassa dose di irradiazione, accanto alle caratteristiche sopra descritte, rendono l’indagine ripetibile, se necessario, anche entro brevi periodi di tempo. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari.
Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame? Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle scelte terapeutiche successive da intraprendere.
É necessaria una preparazione? É richiesto il digiuno e previo parere del medico curante l’ interruzione dell’assunzione di eventuali farmaci.
SCINTIGRAFIA OSSEA
Cosa è la scintigrafia ossea?
È una delle metodiche di imaging medico nucleare più comunemente utilizzate. Essa sfrutta la caratteristica di alcuni radiofarmaci di concentrarsi nell’osso in modo proporzionale alla vascolarizzazione e alla attività osteoblastica. Permette, quindi, di valutare il grado di attività metabolica dello scheletro e di riconoscere qualsiasi lesione che provochi un’alterazione distrettuale del turnover metabolico dell’osso in fase molto precoce.
A che serve? Nello specifico l’esame si esegue in caso di:
• Stadiazione di neoplasie maligne;
• Valutazione di neoplasie primitive dell’osso (es. sarcoma di Ewing, sarcoma osteogenico);
• Valutazione di dolore osseo di origine sconosciuta;
• Studio della perfusione e della vitalità ossea (es. trapianti ossei);
• Follow-up di intervento di artroprotesi;
• Ricerca di fratture occulte, non dimostrabili radiologicamente (es. fratture da stress, traumi sportivi).
Come si effettua una scintigrafia? L’indagine scintigrafica si articola in diverse fasi:
L’esame inizia con una visita preliminare con il Medico Nucleare atta ad indagare la storia clinica, l’uso di farmaci particolari e l’eventuale documentazione sulla patologia in atto. Oggetti metallici come collane, spille, orecchini, orologi, mazzi di chiavi ecc. devono essere rimossi per non interferire con la procedura diagnostica. L’indagine procede con la somministrazione del tracciante debolmente radioattivo per via endovenosa. Terminata questa prima fase è necessario, attendere due / tre ore per dare il tempo al radiofarmaco di fissarsi nelle ossa. Durante questo periodo, la quota di tracciante non legata viene filtrata dal rene ed espulsa con le urine: pertanto, al fine di agevolare l’eliminazione della radioattività non assorbita, quindi superflua, nell’intervallo di tempo che intercorre tra iniezione del radiofarmaco ed esecuzione della scintigrafia ossea, il paziente dovrebbe bere almeno mezzo litro di acqua.
Durante il periodo di attesa il paziente – a causa della seppur bassa radioattività eliminata – deve rimanere presso il reparto, senza entrare in contatto con famigliari od accompagnatori.
L’esame vero e proprio viene quindi eseguito due/tre ore dopo l’iniezione; il paziente è invitato a sdraiarsi sul lettino in posizione supina, cercando di rimanere quanto più immobile possibile. Le testate della gammacamera (l’apparecchio che registra le radiazioni emesse dal paziente) vengono quindi fatte scorrere lungo il corpo per un tempo variabile dai 15 ai 20 minuti.
Prima di una scintigrafia ossea non sono richieste preparazioni particolari.
Al termine della scintigrafia ossea l’esaminato può riprendere immediatamente le proprie attività abituali, senza particolari precauzioni; il paziente dovrebbe evitare uno stretto contatto con bimbi piccoli e donne in gravidanza.
L’esame dura in tutto circa 3 ore.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche. La scintigrafia Non è pericolosa; la quantità di radioattività iniettata è molto piccola e la dose al paziente è paragonabile a quella dei più comuni esami radiologici.
La non invasività e la bassa dose di irradiazione, accanto alle caratteristiche sopra descritte, rendono l’indagine ripetibile, se necessario, anche entro brevi periodi di tempo. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari.
SCINTIGRAFIA PARATIROIDEA
Cosa è la scintigrafia paratiroidea?
La Scintigrafia paratiroidea è un esame da effettuare presso un Servizio di Medicina Nucleare, che permette di visualizzare sia la tiroide che le paratiroidi dando informazioni sia funzionali che anatomiche su queste ghiandole
L’esame è indolore ed è praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
Cosa si deve fare prima dell’esame?
L’esame non richiede alcuna preparazione o sospensione di farmaci.
Il giorno dell’esame il Paziente sosterrà un colloquio preliminare con il Medico Nucleare, durante il quale dovrà mostrare tutta la documentazione clinica relativa alla patologia di cui è affetto (esami diagnostici come l’ecografia – valori di calcemia, fosforemia, calciuria, fosfaturia, PTH –, terapie in corso, interventi chirurgici eseguiti, …)
Qual è la modalità di esecuzione dell’esame?
La Scintigrafia Paratiroidea si suddivide in più fasi consecutive: somministrazione di radiofarmaci, attesa, acquisizione delle immagini e interpretazione del risultato.
Il Medico Nucleare, a termine del colloquio, somministrerà per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che ha la particolare caratteristica di essere captato dalla tiroide e dalle paratiroidi e che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non Le darà alcun disturbo né Le causerà fenomeni allergici.
Dopo la somministrazione del radiofarmaco, verrà fatta accomodare, per circa 15-20 minuti nella sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare. Durante il periodo di attesa, La invitiamo a non allontanarsi dal Servizio senza avvertire il Personale e previo consenso da parte dello stesso.
Successivamente il Paziente verrà accompagnato dal Personale del Servizio di Medicina Nucleare e fatto distendere su di un lettino, in posizione supina, sotto la gamma camera, un’apparecchiatura aperta dotata di due testate una delle quali gli sarà avvicinata il più possibile al collo senza che ci sia contatto con essa. Durante l’acquisizione delle immagini, della durata di 5 minuti circa, è necessario che resti immobile. Si accomedrà di nuovo in sala d’attesa dove aspetterà circa 2 ore al termine delle quali gli sarà somministrato un secondo radiofarmaco che si andrà a distribuire anche nella tiroide. A distanza di 10 minuti sarà eseguita un seconda acquisizione della durata di circa 15 minuti.
L’esame durerà in tutto circa 3 ore.
Cosa si deve fare a termine dell’esame? Potrà riprendere le normali occupazioni. Evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per 24 ore.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche.
Quali sono le controindicazioni all’effettuazione dell’esame? L’esame non può essere eseguito nel caso in cui Lei sia in gravidanza e/o stia allattando.
Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame? Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle scelte terapeutiche successive da intraprendere.
SCINTIGRAFIA RENALE
Cosa è la scintigrafia renale?
La Scintigrafia renale sequenziale è un esame, che permette di valutare di valutare la perfusione e la funzionalità globale e separata dei suoi reni, integrandosi con altre metodiche quali l’Urografia, l’Uro-Risonanza Magnetica e l’Uro-Tomografia Computerizzata, l’ecografia.
L’esame è indolore ed è praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
A cosa serve la Scintigrafia renale sequenziale? Questo esame viene impiegato per:
• La valutazione del danno renale con localizzazione del livello e del tipo di d’ostruzione (base organica o funzionale);
• Diagnosticare la presenza di stenosi dell’arteria renale;
• Ipertensione arteriosa di sospetta natura nefrovascolare;
• Follow-up del paziente dopo un trapianto renale.
Le informazioni che si potranno ottenere da questo esame saranno di aiuto per giungere alla formulazione di una diagnosi accurata ed eventualmente per indirizzare il paziente ad un intervento farmacologico/chirurgico.
Cosa si deve fare prima dell’esame?
L’esame non richiede alcuna preparazione o sospensione di farmaci.
Il giorno dell’esame il Paziente sosterrà un colloquio preliminare con il Medico Nucleare, durante il quale dovrà mostrare tutta la documentazione clinica relativa alla patologia di cui è affetto (esami diagnostici – ecografia, pielografia – prove bioumorali di funzionalità renale, terapie in corso, interventi chirurgici eseguiti…).
Qual è la modalità di esecuzione dell’esame?
La scintigrafia renale sequenziale si suddivide in più fasi consecutive: somministrazione di un radiofarmaco, acquisizioni di immagini dinamiche, attesa, e interpretazione del risultato.
Prima dell’esecuzione dell’esame, verrà somministrata per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun disturbo né causerà fenomeni allergici. Nello specifico il radiofarmaco impiegato per la Scintigrafia renale sequenziale è il 99mTc- DTPA.
Successivamente il Paziente verrà fatto distendere su di un lettino con la gamma camera, posizionata sulla regione addominale (in corrispondenza dei reni), sopra e sotto il suo corpo, senza che entri in contatto con esso.
La durata dell’esame è di circa 45 minuti, durante questo periodo è importante che resti il più possibile immobile.
L’esame in tutto durerà circa 1 ora.
Cosa si deve fare a termine dell’esame? Potrà riprendere le normali occupazioni e la terapia, eventualmente interrotta. Evitare per 24 ore il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche.
Quali sono le controindicazioni all’effettuazione dell’esame? Non esistono segnalati controindicazioni specifiche all’esecuzione dell’esame se non per fattori legati alla gravidanza e/o all’allattamento.
Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame? Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle scelte terapeutiche successive da intraprendere.
n.b. per informazioni su scintigrafia renale con prove farmacologiche chiedere informazioni presso la nostra segreteria.
SCINTIGRAFIA TIROIDEA
Cosa è la scintigrafia tiroidea?
La Scintigrafia tiroidea è un esame, che permette di visualizzare la tiroide ottenendo informazioni in merito alla sede, alla dimensione, alla morfologia e alla sua funzionalità e su eventuali formazioni nodulari, individuati precedentemente tramite l’esame clinico o all’ecografia tiroidea, verificando la loro interazione con la tiroide.
L’esame è indolore ed è praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
A che serve? Questo esame viene impiegato per:
• La valutazione delle patologie tiroidee, sia di tipo infiammatorio sia di tipo nodulare;
• La ricerca di varianti anatomiche della tiroide;
• La ricerca di tessuto tiroideo ectopico (tiroide linguale, struma ovarii, ectopie toracice o retrosternali);
• L ’identificazione di tessuto tiroideo funzionante in tumefazioni del collo (cisti del dotto tireoglosso);
• La valutazione funzionale e documentazione di eventuali nodulazioni;
• La diagnosi differenziale tra ipertiroidismo da malattia di Graves-Basedow e quello da tiroidite subacuta, da tiroidite silente, da tireotossicosi factitia (assunzione esogena di ormoni tiroidei) o da espansione del pool endogeno dello iodio (Jod Basedow);
• Controlli postoperatori e di follow-up.
Le informazioni che si potranno ottenere da questo esame saranno di aiuto per giungere alla formulazione di una diagnosi accurata ed eventualmente per indirizzare il Paziente ad un intervento terapeutico il più possibile appropriato.
Cosa si deve fare prima dell’esame?
L’esame non richiede alcuna preparazione. È fondamentale che il Paziente riferisca al Medico Nucleare se è stato esposto a fonti esterne di iodio quali ad esempio: ormoni tiroidei, mezzi di contrasto radiologici, farmaci a base di iodio, tinture per capelli, sale iodato, disinfettanti o lavande vaginali a base di prodotti iodati dentifrici iodati farmaci come AMIODARONE-CORDARONE.
Il giorno dell’esame il Paziente sosterrà un colloquio preliminare con il Medico Nucleare, durante il quale dovrà mostrare tutta la documentazione clinica relativa alla patologia di cui è affetto (esami diagnostici in particolare l’ecografia tiroidea – valutazione della concentrazione plasmatica di TSH, FT4, FT3 – terapie in corso, interventi chirurgici eseguiti).
Qual è la modalità di esecuzione dell’esame?
La Scintigrafia tiroidea si suddivide in più fasi consecutive: somministrazione di un radiofarmaco, periodo di attesa, acquisizione delle immagini ed interpretazione del risultato.
Il Medico Nucleare, al termine del colloquio, somministrerà per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun disturbo né causerà fenomeni allergici.
Nello specifico il radiofarmaco impiegato per la Scintigrafia Tiroidea è il 99mTc-Pertecnetato.
Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il Paziente si accomoderà per circa 15-20 minuti in una sala di attesa dedicata. Durante il periodo di attesa, non sarà possibile allontanarsi dal Servizio senza avvertire il Personale e previo consenso da parte dello stesso.
Successivamente il paziente si distenderà su di un lettino sotto la gamma camera un’apparecchiatura aperta dotata di due testate. La durata dell’esame potrà variare da 5 a 10 minuti e durante questo periodo è importante restare il più possibile immobile.
L’esame durerà in tutto circa 40 minuti.
Cosa si deve fare a termine dell’esame? Potrà riprendere le normali occupazioni e la terapia, eventualmente interrotta. Evitare per 24 ore contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza.
Quali sono le controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive? Sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto.
Quali sono i principali rischi e complicanze che si corrono nell’esecuzione dell’esame? Non sono descritte complicanze specifiche.
Quali sono i rischi connessi con la mancata esecuzione dell’esame? Perdita di importanti informazioni diagnostiche e prognostiche, di comprovata utilità in termini di gestione della Sua salute, soprattutto nell’ambito delle scelte terapeutiche successive da intraprendere.


